Kilimangiaro in bici: molto più di una vetta, un viaggio tra Africa e comunità
La bici non è mai solo una bici.
È il modo più semplice per partire, ma anche uno dei più potenti per arrivare lontano. Non solo nello spazio, ma nelle persone, nelle storie, nei luoghi.
Ed è proprio da qui che nasce l’ultima avventura di Giovanni Mattiello.
Dalle Ande all’Africa: un’evoluzione dell’avventura
Lo scorso anno, insieme ad Andreas Tonelli, Giovanni ha scritto una pagina che sembrava impossibile.
Un viaggio tra Cile e Argentina, fino ai 6.770 metri del Cerro Mercedario: una delle montagne più alte delle Ande. (qui l'articolo dedicato)
Non si trattava solo di salirla.
L’obiettivo era ancora più radicale: portare la bici fino in cima e scendere.
Un’impresa estrema, fatta di giorni in quota, fatica e visione.
Un progetto condiviso, pensato insieme, nato da quella voglia comune di spingersi sempre un po’ più in là.
Quella che vogliamo raccontare qui, non è solo un avventura, ma qualcosa che va oltre, qualcosa che Giovanni ed Andreas avevano già iniziato a pianifica e che, in suo onore, Giovanni continua a portare avanti.
Tanzania: un viaggio che va oltre la vetta
Il viaggio in Africa è una di queste.
Un progetto che Giovanni aveva iniziato a immaginare proprio insieme ad Andreas, tra idee condivise e quella voglia di dare alla bici un significato più profondo. E che, alla fine, ha deciso di portare a termine.
Non come una semplice sfida personale.
Ma come un percorso da portare avanti.
Arrivato in Tanzania, Giovanni si accorge che li è tutto diverso. I ritmi sono diversi, le distanze pesano in modo diverso, e anche la bici assume un altro valore. Qui non è più uno strumento per migliorare una performance, ma qualcosa di essenziale, quasi necessario.
È in questo contesto che Giovanni entra in contatto con ABC Impact, un’organizzazione che usa la bicicletta come leva concreta di cambiamento sociale.
Qui la bici è un vero e proprio mezzo di accesso.
Accesso alla scuola, per chi ogni giorno dovrebbe percorrere chilometri a piedi.
Accesso al lavoro, grazie a competenze che nascono attorno alla meccanica.
Accesso a una comunità che si costruisce attorno a qualcosa di semplice, ma incredibilmente potente.
Le biciclette qui arrivano dall’Europa, spesso usate, dimenticate e trasandate.
Vengono smontate, sistemate, rimesse in strada. E in quel processo non si recuperano solo oggetti, ma possibilità.
Giovanni si ritrova dentro questa realtà, tra officine improvvisate e mani sporche di grasso. Non come spettatori passivi, ma partecipando, aiutando, osservando da vicino cosa significa davvero dare valore a qualcosa.
E poi ci sono le uscite di gruppo.
Strade rosse, polvere, sorrisi spontanei. Bambini e ragazzi che pedalano insieme, senza bisogno di dire nulla.
È lì che la bici diventa davvero un linguaggio universale. Un punto di incontro tra persone, storie e mondi diversi. Ed è qui che capisci il significato della frase "il senso del viaggio non è nella meta. Ma in tutto quello che succede lungo la strada."



La vera direzione dell’avventura
Se il Cerro Mercedario era una conquista, un'avventura fatta per capire fin dove fosse in grado di arrivare il fisico di Andreas e Giovanni, l’Africa ha aiutato ad avere consapevolezza del fatto che avventura non significa solo spingersi oltre i propri limiti, ma è anche capire come quello che fai può avere un impatto sugli altri.
Questo è solo uno dei progetti che Andreas e Giovanni avevano iniziato a pianificare, altri ancora dovranno essere scritti!
Stay tuned.








